Secondo il New York Times funzionari iraniani avrebbero sondato una trattativa con Washington per fermare la guerra, ma Israele invita gli Usa a ignorare l’approccio.
Il tentativo di contatto con Washington
A pochi giorni dall’inizio degli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, da Teheran sarebbe arrivato un primo segnale di apertura verso una possibile trattativa.
Secondo quanto riferito dal New York Times, citando funzionari mediorientali e occidentali coinvolti nelle discussioni diplomatiche, alcuni funzionari del ministero dell’Intelligence iraniano avrebbero contattato indirettamente la CIA per sondare la possibilità di negoziare le condizioni per porre fine al conflitto.
Il contatto sarebbe avvenuto appena un giorno dopo l’avvio delle operazioni militari. Tuttavia, secondo il quotidiano americano, i funzionari israeliani avrebbero invitato Washington a ignorare questo approccio, ritenendolo poco credibile e privo di reali garanzie.
Gli Stati Uniti rivendicano il controllo militare
Sul piano militare, l’amministrazione americana sostiene che l’operazione stia producendo risultati significativi. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth, durante un briefing con la stampa, ha dichiarato che le forze statunitensi e israeliane sono in grado di ottenere il pieno controllo dello spazio aereo iraniano in tempi brevi.
«L’America sta vincendo in modo decisivo, devastante e senza pietà», ha affermato Hegseth, sottolineando però che il conflitto è ancora nelle fasi iniziali e che le operazioni proseguiranno finché gli obiettivi militari saranno raggiunti.
Tra questi, secondo il capo del Pentagono, vi sono lo smantellamento delle capacità militari iraniane e la distruzione delle infrastrutture strategiche del Paese.
Leadership militare iraniana colpita
Le autorità americane sostengono inoltre che la catena di comando militare di Teheran sia stata fortemente indebolita. Diversi comandanti di alto livello sarebbero stati uccisi o costretti a nascondersi, mentre le capacità operative della Marina iraniana sarebbero state gravemente ridotte.
Durante le operazioni, una nave militare iraniana sarebbe stata affondata nell’Oceano Indiano da un sottomarino statunitense con un siluro Mark-48, un evento che il Pentagono ha definito il primo affondamento di una nave nemica da parte di un sottomarino americano dalla Seconda guerra mondiale.
Nel frattempo, la Casa Bianca ha ribadito la linea dell’amministrazione Trump, sostenendo che il conflitto è diretto a neutralizzare le ambizioni nucleari dell’Iran e le capacità militari del regime.
I contatti diplomatici europei
Sul piano diplomatico, il presidente francese Emmanuel Macron ha avviato una serie di colloqui telefonici con diversi leader internazionali, tra cui Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, per discutere l’evoluzione del conflitto.
Parigi ha inoltre annunciato il dispiegamento della portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo e della fregata Languedoc a Cipro, mentre l’Unione europea continua a monitorare l’evoluzione della crisi e i possibili effetti sulla sicurezza energetica e sulla stabilità della regione.