A Otto e Mezzo Roberto Saviano critica la strategia americana sull’Iran e ipotizza un equilibrio geopolitico tra Washington, Mosca e Pechino.
Le critiche di Saviano alla strategia americana
Nel corso della trasmissione Otto e Mezzo su La7, lo scrittore Roberto Saviano ha commentato le tensioni legate all’Iran e le decisioni dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, esprimendo forti perplessità sulla gestione della crisi.
Secondo Saviano, l’intervento americano si starebbe sviluppando senza una strategia definita per la fase successiva al conflitto. Lo scrittore ha osservato che, negli Stati Uniti, anche diversi osservatori politici – sia conservatori sia democratici – avrebbero evidenziato l’assenza di un piano chiaro per il “dopo”.
Nel suo intervento, Saviano ha sottolineato anche un altro elemento critico: la mancanza di una coalizione internazionale solida che sostenga le mosse americane nello scenario mediorientale.
L’ipotesi di un equilibrio tra Russia, Cina e Stati Uniti
Nel ragionamento proposto durante la trasmissione, Roberto Saviano ha avanzato anche una possibile chiave di lettura geopolitica della posizione di Russia e Cina nel dossier iraniano.
Secondo lo scrittore, la relativa cautela mostrata da Mosca e Pechino potrebbe essere legata a una sorta di equilibrio internazionale più ampio. Saviano ha ipotizzato che l’amministrazione americana possa aver offerto garanzie su altri fronti strategici, in particolare sulla guerra in Ucraina e sulla questione di Taiwan.
In questo quadro, la crisi in Medio Oriente verrebbe letta come parte di un sistema di equilibri globali più complesso, dove le scelte delle grandi potenze si intrecciano con altre priorità geopolitiche e con una fase di forte incertezza nelle relazioni internazionali.