Il leader di Azione Carlo Calenda sostiene il Sì al referendum sulla giustizia ma prevede la vittoria del No e critica i toni della campagna.
La posizione di Carlo Calenda sul referendum
Il leader di Azione, Carlo Calenda, è intervenuto nel dibattito sul referendum sulla giustizia dichiarando di sostenere il Sì, pur ritenendo probabile un esito favorevole al No.
Secondo il senatore, l’andamento della campagna referendaria e il clima politico attuale potrebbero influenzare l’esito del voto. Calenda ha spiegato che in Italia il referendum spesso finisce per trasformarsi in un giudizio politico più ampio piuttosto che in una valutazione specifica del contenuto della riforma.
Nel suo ragionamento, questa dinamica rischierebbe di orientare il voto degli elettori più in funzione dello scontro tra schieramenti che del merito dei quesiti.
Le critiche ai toni della campagna
Nel commentare il dibattito pubblico, Carlo Calenda ha espresso forti critiche nei confronti della campagna condotta dai sostenitori del Sì.
“La campagna dei fautori del Sì è stata vomitevole”, ha affermato il leader di Azione, riferendosi ad alcune dichiarazioni politiche e istituzionali che, a suo giudizio, avrebbero contribuito ad alzare il livello dello scontro.
Calenda ha richiamato in particolare alcune prese di posizione che, secondo lui, hanno alimentato un clima polemico poco adatto a un confronto su temi istituzionali così rilevanti.
Il riferimento alle polemiche sul CSM
Nel suo intervento, Carlo Calenda ha citato anche alcune dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio sul CSM, inserendole nel contesto delle tensioni che stanno accompagnando la campagna referendaria.
Secondo il senatore, nel dibattito pubblico si sarebbero moltiplicate affermazioni molto dure nei confronti di chi sostiene il No, un elemento che a suo avviso rischia di compromettere la qualità del confronto politico.
Il referendum sulla giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo, continua intanto a occupare uno spazio centrale nel dibattito pubblico e politico nazionale.