“Banditi”, La Russa querela Montanari dopo lo scontro sul referendum

Ignazio La Russa annuncia azioni legali contro Tomaso Montanari dopo le parole pronunciate dal rettore durante un evento per il No al referendum sulla giustizia.

Le parole di Tomaso Montanari che hanno scatenato lo scontro

Lo scontro politico tra Ignazio La Russa e Tomaso Montanari finisce sul piano giudiziario. Il presidente del Senato ha deciso di procedere con una querela dopo le dichiarazioni pronunciate dal rettore dell’Università per Stranieri di Siena durante un evento a sostegno del No al referendum sulla giustizia.

L’annuncio è arrivato tramite una nota diffusa dal portavoce di La Russa, Emiliano Arrigo.

Nel corso dell’incontro pubblico, Montanari aveva contrapposto i nomi di alcuni padri e madri costituenti – tra cui Teresa Mattei, Piero Calamandrei, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Umberto Terracini e Nilde Iotti – ad alcuni esponenti dell’attuale governo.

“O preferite Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida? Comprereste una Costituzione usata e manomessa da questi banditi?”, aveva detto rivolgendosi alla platea.

La replica del presidente del Senato

Le parole del rettore avevano provocato la reazione immediata di Ignazio La Russa, che aveva definito l’espressione “banditi” un insulto incompatibile con il normale confronto politico.

Secondo il presidente del Senato, quell’accusa “esula da qualsiasi argomentazione, finanche strumentale, ideologica o propagandistica” e finirebbe per qualificare “chi la scrive o la pronuncia immotivatamente”.

La Russa aveva quindi invitato Montanari a scusarsi pubblicamente, avvertendo che in caso contrario avrebbe valutato il ricorso alle vie legali. “Lo invito a scusarsi prima di dover fare ricorso alle vie giudiziarie che di solito non uso mai”, aveva dichiarato.

La controreplica e la decisione della querela

Le scuse richieste non sono arrivate. Tomaso Montanari, noto per le sue posizioni politiche nell’area della sinistra, ha replicato sostenendo che la minaccia di azioni legali rappresenterebbe un fatto grave.

Secondo il rettore, sarebbe problematico che “la seconda carica dello Stato minacci un cittadino per un’opinione liberamente espressa e argomentata durante una campagna referendaria”.

Montanari ha inoltre chiarito il significato della parola “banditi” utilizzata nel suo intervento, collegandola alla storia costituzionale italiana. A suo giudizio il termine farebbe riferimento al fatto che il fascismo è stato escluso dall’ordinamento della Repubblica nata con la Costituzione del 1948.

La vicenda si sposta ora sul piano giudiziario, con l’annuncio della querela da parte del presidente del Senato.

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