La segretaria del Partito Democratico critica il governo sulla guerra in Iran, sul rapporto con gli Stati Uniti e sulla proposta di nuova legge elettorale.
Le critiche a Meloni sulla guerra in Iran
Ospite della trasmissione DiMartedì su La7, condotta da Giovanni Floris, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha rivolto un duro attacco alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, criticando la linea del governo sulla crisi internazionale legata alla guerra in Iran.
Secondo Schlein, la premier non starebbe assumendo una posizione sufficientemente chiara sul conflitto e sul ruolo dell’Italia. “Invece di fare la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni fa la commentatrice”, ha affermato la leader dem durante il programma.
Schlein ha sostenuto che il governo dovrebbe esprimersi con maggiore decisione sulla legittimità dell’intervento militare e sul possibile coinvolgimento dell’Italia. In particolare ha chiesto chiarimenti sull’eventuale utilizzo delle basi militari italiane da parte degli alleati.
“Spero che finalmente voglia chiarire al Paese che esclude che, se Trump chiede l’utilizzo delle basi in Italia per sostenere questi attacchi militari fuori dal diritto internazionale, il governo dirà di no perché sarebbe in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione”, ha dichiarato.
Il rapporto con gli Stati Uniti
Nel corso dell’intervento la segretaria del Pd ha accusato l’esecutivo di non avere una posizione autonoma rispetto agli Stati Uniti.
Secondo Schlein, l’attuale governo faticherebbe a opporsi alle scelte dell’amministrazione americana. “Questo governo non riesce mai a dire no a Trump”, ha affermato.
La leader democratica ha anche osservato che, a suo dire, l’Italia non sarebbe stata informata in anticipo degli attacchi militari, sottolineando come il ministro della Difesa si trovasse all’estero nel momento in cui la situazione si aggravava.
Le critiche sulla nuova legge elettorale
Schlein ha poi spostato il confronto sul piano interno, criticando la proposta di nuova legge elettorale avanzata dalla maggioranza.
Secondo la segretaria del Pd, l’iniziativa arriverebbe in un momento in cui le priorità del Paese dovrebbero essere altre, come il livello dei salari e il potere d’acquisto delle famiglie.
“Solo un governo scollegato dalla realtà di milioni di italiani può pensare che oggi, con salari tra i più bassi d’Europa e il potere d’acquisto in calo, la priorità sia cambiare le regole per garantirsi”, ha detto.
Schlein ha inoltre criticato il possibile premio di maggioranza previsto dalla riforma elettorale, sostenendo che potrebbe consentire alla coalizione vincente di esercitare un’influenza molto ampia sulle istituzioni.
Le dichiarazioni si inseriscono in un clima politico sempre più acceso, in cui il confronto tra governo e opposizione si concentra sia sulla politica internazionale sia sulle riforme istituzionali in discussione.