L’aumento delle temperature potrebbe ridurre l’attività fisica globale, con effetti su salute e produttività, soprattutto nei Paesi più caldi e vulnerabili.
Temperature in aumento e meno attività fisica
Il progressivo riscaldamento globale potrebbe avere conseguenze dirette anche sugli stili di vita. Secondo uno studio pubblicato su The Lancet Global Health, l’aumento delle temperature rischia di spingere milioni di persone verso una minore attività fisica nei prossimi decenni.
Gli autori evidenziano come il caldo crescente possa limitare la possibilità di svolgere esercizio, aggravando un problema già diffuso: attualmente circa un adulto su tre nel mondo non raggiunge i livelli minimi di attività raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità.
I dati dello studio su 156 Paesi
La ricerca ha analizzato informazioni raccolte in 156 Paesi tra il 2000 e il 2022, elaborando un modello previsionale sugli effetti del clima sull’attività fisica.
Secondo le stime, ogni mese in più con temperature medie superiori a 27,8 gradi potrebbe aumentare l’inattività fisica di 1,5 punti percentuali a livello globale, con un incremento che arriverebbe a 1,85 punti nei Paesi a basso e medio reddito. Nei contesti ad alto reddito, invece, non emergerebbe un impatto significativo.
Le conseguenze, secondo il modello, potrebbero tradursi in un numero compreso tra 470mila e 700mila morti premature all’anno, oltre a perdite economiche tra 2,4 e 3,68 miliardi di dollari per il calo di produttività.
Le aree più esposte e i limiti delle previsioni
Le regioni più colpite sarebbero quelle già caratterizzate da climi caldi, come America Centrale, Caraibi, Africa subsahariana orientale e alcune aree dell’Asia sud-orientale. In questi territori, la sedentarietà potrebbe crescere di oltre 4 punti percentuali per ogni mese con temperature sopra i 27,8 gradi.
Gli autori precisano però che si tratta di proiezioni basate su modelli e su dati auto-dichiarati, limitati alla sola variabile temperatura. Restano quindi margini di incertezza sull’impatto reale.
I risultati indicano comunque la necessità di interventi mirati, tra cui la progettazione di città più fresche, l’accesso a spazi climatizzati per l’attività fisica e misure per proteggere la popolazione dal caldo estremo, oltre alla riduzione delle emissioni di gas serra.
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