Lirio Abbate interviene sul caso Delmastro: al centro un’inchiesta giornalistica e il tema della coerenza politica, non rilievi penali.
L’inchiesta giornalistica al centro del caso
Il caso che coinvolge il sottosegretario Andrea Delmastro continua ad alimentare il confronto pubblico. A intervenire è il giornalista d’inchiesta Lirio Abbate, che ha evidenziato come la vicenda non nasca da sviluppi giudiziari, ma da un lavoro giornalistico.
“E su questa cosa, la cosa più bella è che questa storia non emerge da un fatto giudiziario, non emerge da un avviso di garanzia, non emerge da una sentenza, ma emerge da un’inchiesta giornalistica, emerge da una notizia giornalistica, che è quello che il giornalismo deve fare, e cioè controllare una società, controllare chi sono i soci di questa società”.
“Una questione di coerenza politica”
Abbate ha sottolineato come il punto centrale non riguardi eventuali responsabilità penali, ma la dimensione politica della vicenda. “Non è una questione giudiziaria, è una questione di coerenza politica. Nulla di rilievo giudiziario”.
Nel suo intervento, il giornalista ha richiamato anche il valore simbolico della lotta alla criminalità organizzata: “Proprio in virtù del ricordo dei giudici uccisi dalla mafia, non dovrebbero nemmeno stringere la mano ai mafiosi. Invece lui, invece lui è qui”.
I dettagli emersi dall’indagine
Secondo quanto riportato, l’inchiesta avrebbe fatto emergere elementi legati alla composizione societaria. “E che cosa si scopre? Che la capofila è la figlia di un prestanome, soci di questa società, è tutto i Fratelli d’Italia di Biella, sono gli uomini di Delmastro”.
Le dichiarazioni si inseriscono in un contesto di forte attenzione mediatica sul caso, che continua a generare reazioni e posizioni differenti nel dibattito politico.