Ponzani attacca: “Politica e magistratura, serve responsabilità”

La storica Michela Ponzani critica il rapporto tra politica e giustizia: al centro il tema delle responsabilità e del ruolo dei cittadini.

Le dichiarazioni sul rapporto tra politica e magistratura

Intervenendo nel dibattito pubblico, Michela Ponzani ha espresso una posizione netta sul rapporto tra politica e magistratura. Secondo la storica, negli ultimi tempi si starebbe diffondendo una narrazione critica nei confronti del ruolo della magistratura, definita in più occasioni come un potere da ridimensionare.

“Qui sta venendo fuori proprio il marcio, dalle dichiarazioni che sentiamo da un po’ di tempo: la magistratura che deve essere fatta fuori, la magistratura che è un potere inutile”, ha affermato.

Il richiamo alla responsabilità della classe dirigente

Nel suo intervento, Ponzani ha posto l’accento sul ruolo della politica, sottolineando la necessità di un confronto diretto con le inchieste e le indagini. “Allora la politica, se vuole essere classe dirigente, deve riabituarsi alle indagini scomode, alle inchieste scomode e rispondere nel merito”.

Un passaggio centrale riguarda anche le giustificazioni spesso utilizzate in ambito politico: “Non basta dire: ‘Io non lo sapevo’, ‘Non me ne sono accorto’, perché, nella migliore delle ipotesi, vuol dire che non si è in grado di ricoprire quel ruolo”.

Il ruolo dei cittadini e il tema degli abusi di potere

Nel suo intervento, la storica ha richiamato anche la condizione dei cittadini nel rapporto con il potere. “E allora noi cittadini, noi poveri cittadini, che spesso e volentieri non abbiamo la possibilità di pagare illustri avvocati che ci fanno scontare la pena ai domiciliari e che, nella migliore delle ipotesi, siamo soggiogati dal potere politico…”.

Un passaggio che introduce il tema della partecipazione e dei diritti: “Allora bisogna che la politica si riabitui a rispondere, perché noi non siamo sudditi soggetti al sovrano che lascia cadere le briciole dalla tavola e noi ci beviamo tutte le cose che dicono. Abbiamo il diritto, come cittadini sovrani, di avere delle risposte”.

Infine, la riflessione si concentra sulla narrazione pubblica legata agli abusi di potere: “Siccome ci hanno raccontato, e ce lo raccontano da un po’ di tempo, che la magistratura è la roccaforte del privilegio, è la roccaforte degli abusi di potere, e che i cittadini dovrebbero essere salvaguardati da questa serie di abusi, allora la domanda è: chi è che compie gli abusi di potere?”.

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