Epatite A a Napoli, aumentano i casi: stop ai frutti di mare nei ristoranti

Nuovi contagi di epatite A a Napoli e nelle aree vicine. Ordinanze vietano i frutti di mare crudi mentre crescono i ricoveri e le preoccupazioni economiche.

Aumento dei contagi e ordinanze dei sindaci

Nuovi casi di epatite A si registrano a Napoli, dove nelle ultime ore sono emersi circa 14 nuovi contagi. I pazienti ricoverati presso l’ospedale Cotugno sono attualmente 51, senza condizioni cliniche considerate gravi.

Di fronte alla situazione, il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza che vieta la somministrazione di frutti di mare nei ristoranti. Provvedimenti analoghi sono stati adottati anche a Torre del Greco, mentre ulteriori casi, una decina, sono stati segnalati anche sull’isola di Ischia.

Le possibili cause e la trasmissione del virus

Secondo le prime ricostruzioni, il focolaio potrebbe essere collegato agli eventi meteorologici degli ultimi mesi. Le piogge intense avrebbero provocato sversamenti e contaminazioni in alcune aree marine, con la presenza del virus rilevata in diversi lotti di mitili.

L’epatite A si trasmette principalmente per via oro-fecale, cioè attraverso l’ingestione di alimenti o acqua contaminati. Il virus può resistere a lungo nell’ambiente e sulle superfici, rendendo fondamentale l’igiene personale. La cottura degli alimenti oltre i 100 gradi per almeno un minuto rappresenta uno dei metodi più efficaci per neutralizzarlo.

Impatto economico su ristoranti e pescherie

La diffusione dei contagi sta avendo ripercussioni anche sul settore commerciale. Il presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo, segnala un calo significativo della domanda, in particolare per pescherie e ristoranti.

“Il momento è difficile, partendo dalle pescherie alla ristorazione si registra un calo di richiesta del prodotto e quindi del fatturato”, spiega. Secondo le stime, le pescherie registrano perdite tra il 40% e il 60%, mentre per i ristoranti la flessione varia tra il 10% e il 30%.

Schiavo invita a una corretta informazione, sottolineando che il consumo di prodotti cotti non comporta rischi e che il rispetto delle norme igieniche resta fondamentale per evitare la diffusione del virus.

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