L’economista Elsa Fornero mette in dubbio l’efficacia del taglio delle accise: intervento temporaneo, non selettivo e condizionato dai vincoli europei.
Misura temporanea e vincoli europei
Il tema del caro energia torna al centro del confronto politico con il recente intervento del governo sulle accise dei carburanti. Durante la trasmissione In altre parole su La7, l’ex ministra Elsa Fornero ha analizzato il provvedimento, evidenziandone i limiti strutturali.
Secondo l’economista, la riduzione ha una natura prevalentemente politica e una durata limitata: “Intanto però è un intervento politico, quindi bisogna anche parlarne da questo punto di vista, perché è chiaramente questo il motivo per cui la misura è in vigore per venti giorni”. Un orizzonte ristretto che, a suo avviso, riflette anche i margini concessi dall’Unione Europea, che permette interventi di questo tipo solo se temporanei e legati a situazioni di necessità.
Dubbi sull’equità e sugli effetti reali
Fornero ha poi messo in discussione l’impatto concreto della misura, sottolineando come non sia calibrata sulle diverse condizioni economiche delle famiglie. “Non è selettivo perché può avvalersene chi guida una Porsche o una Ferrari, così come una persona che magari ha una vecchia macchina su cui la benzina incide in maniera importante”.
L’analisi si estende anche alle ricadute più ampie del costo dell’energia, che incide sull’intero sistema economico: “Il carburante in senso lato serve per tutto e quindi i suoi effetti di un aumento si diramano in tutta l’economia”. Particolare attenzione viene riservata alle fasce più fragili, maggiormente esposte agli aumenti: “Gli aumenti che preoccupano di più sono quelli che toccano le famiglie con i bilanci più ristretti”.
Petrolio, rischi globali e nodo extraprofitti
Sul piano internazionale, l’ex ministra ridimensiona i timori legati a possibili blocchi dello Stretto di Hormuz, ma invita a non sottovalutare altri scenari: “Non credo che una crisi vera possa originare da una chiusura più o meno prolungata dello stretto di Ormuz”. Il rischio principale, secondo Fornero, resta legato a eventuali strategie dei Paesi produttori: “L’emergenza vera può derivare dal fatto che i Paesi produttori usino il prezzo del petrolio come arma”.
Un riferimento che richiama crisi passate, come quella del 1973, segnata da forti restrizioni e impatti sull’economia. Infine, il tema degli extraprofitti energetici: Fornero si dice favorevole a una tassazione mirata, purché costruita su basi solide. “Secondo me sì, bisogna farlo bene, non bisogna farlo come slogan”, sottolineando la necessità di un sistema fiscale coerente e progressivo, capace di intervenire sugli utili più elevati con aliquote adeguate.