Referendum giustizia, raffica di segnalazioni: tensioni ai seggi e accuse tra i partiti

Denunce incrociate durante il voto: problemi per elettori fuori sede, contestazioni ai seggi e accuse di propaganda irregolare in diverse città italiane.

Critiche sul voto dei fuori sede

Nel corso delle operazioni di voto per il referendum sulla giustizia, diversi partiti hanno segnalato presunte anomalie legate soprattutto alla partecipazione degli elettori fuori sede. Le criticità arrivano in larga parte dalle forze di opposizione, ma non mancano rilievi anche da esponenti della maggioranza.

Uno dei nodi riguarda la possibilità, per chi si trova lontano dal comune di residenza, di votare tramite la nomina a rappresentante di lista. Secondo quanto riportato da Alleanza Verdi Sinistra, in alcuni seggi sarebbero emerse difficoltà sia nell’accredito sia nell’esercizio del diritto di voto.

In particolare, viene contestata la richiesta, ritenuta infondata, di una presenza prolungata al seggio per poter votare. “Non esiste alcun obbligo di permanenza minima”, viene sottolineato nelle comunicazioni agli iscritti. Ulteriori criticità riguarderebbero anche casi in cui, nello stesso seggio, sarebbe stato consentito votare a un solo rappresentante tra titolare e supplente, circostanza definita non conforme alle norme.

Accuse di violazioni e propaganda nei seggi

Sempre da Alleanza Verdi Sinistra arrivano segnalazioni su presunte irregolarità nella gestione dei seggi. In alcune situazioni, secondo quanto riferito, rappresentanti del comitato per il No sarebbero stati ostacolati nell’accredito o addirittura respinti all’ingresso dei plessi dopo controlli delle forze dell’ordine.

Nella stessa nota si fa riferimento anche a possibili violazioni legate alla presenza di simboli e indicazioni di voto all’interno delle sezioni elettorali. L’accusa è che, in diversi casi, rappresentanti riconducibili a Fratelli d’Italia avrebbero utilizzato badge con riferimenti espliciti al “Sì”, comportamento che – secondo i denuncianti – non sarebbe consentito dalla normativa vigente.

Sulla vicenda interviene anche il Comitato per il No di Monza e Brianza, che parla di episodi analoghi in più comuni del territorio. Le segnalazioni sono state trasmesse alle autorità competenti, con la richiesta di verifiche e possibili provvedimenti.

Il caso Napoli e l’uso dei mezzi comunali

Tra le segnalazioni emerge anche un episodio avvenuto a Napoli, sollevato dal segretario regionale di Forza Italia in Campania, Fulvio Martusciello. Secondo quanto dichiarato, alcuni mezzi comunali destinati al trasporto di persone con disabilità sarebbero stati utilizzati per accompagnare cittadini ai seggi, con indicazioni di voto.

La vicenda si basa su un video in cui un’esponente municipale descriverebbe l’utilizzo dei veicoli per il trasporto degli elettori. Martusciello ha annunciato l’intenzione di presentare un esposto e ha chiesto chiarimenti immediati all’amministrazione comunale, sollecitando verifiche sull’eventuale uso improprio dei mezzi pubblici.

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