Decreto sicurezza, Nordio: “Vogliamo evitare il ritorno delle Brigate rosse”

Decreto sicurezza, polemica sulle parole di Nordio sulle Brigate Rosse

Dopo il via libera del governo al decreto sicurezza, scoppia il caso per il riferimento del ministro Nordio alle Brigate Rosse. Dure le reazioni delle opposizioni.

Il varo del decreto e il richiamo alle Brigate Rosse

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sicurezza, un pacchetto di norme già anticipato nei giorni precedenti. A far discutere, oltre ai contenuti, sono state le dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio.

In conferenza stampa, Nordio ha richiamato la propria esperienza in magistratura, ricordando le inchieste sulla colonna veneta delle Brigate Rosse. Il ministro ha spiegato che l’obiettivo dell’azione governativa è rafforzare prevenzione e repressione per evitare che si ripetano fenomeni di violenza politica simili a quelli degli anni Settanta.

Nel suo intervento ha citato anche il dibattito pubblico di quegli anni, sottolineando come, a suo avviso, una sottovalutazione iniziale di certe manifestazioni di aggressività abbia contribuito alla crescita del terrorismo interno.

Le reazioni di Pd e Avs

Le parole del titolare della Giustizia hanno provocato immediate critiche dalle opposizioni. Francesco Boccia, capogruppo del Partito Democratico al Senato, ha definito il richiamo alle Brigate Rosse un errore politico, parlando di una forzatura storica.

Dalla stessa area critica è intervenuto anche Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha accusato l’esecutivo di evocare scenari del passato in modo improprio e di alimentare tensioni nel Paese.

Il confronto sul decreto sicurezza si sposta così dal merito delle misure al linguaggio utilizzato nel presentarle, con un clima politico che resta acceso.

Conte attacca Meloni sui sondaggi: “Propaganda continua in tv”

Lascia un commento