Dopo il ritiro di Andrea Pucci da Sanremo, Giorgia Meloni accusa la sinistra di doppiopesismo: “Quando colpiscono noi è satira, sugli altri diventa sessismo”.
La polemica su Sanremo e il passo indietro di Pucci
La parola che torna nel lessico politico di Giorgia Meloni è “doppiopesismo”. Dopo averla utilizzata in passato nei confronti di parte della magistratura, la presidente del Consiglio la rivolge ora alla sinistra nel caso che ha coinvolto il comico Andrea Pucci e la sua mancata partecipazione al Festival di Sanremo.
L’annuncio della presenza di Pucci all’Ariston, comunicato da Carlo Conti, aveva innescato un’ondata di critiche. Al centro delle contestazioni alcune battute giudicate offensive, tra cui riferimenti a Tommaso Zorzi e post pubblicati in passato sui social che ritraevano Elly Schlein in chiave ironica. Dopo giorni di polemiche, il comico ha deciso di rinunciare, parlando di minacce ricevute.
In sua difesa si è schierato il centrodestra, con interventi pubblici della premier, di Matteo Salvini e del presidente del Senato Ignazio La Russa.
L’intervista al Corriere e l’accusa di censura
In un’intervista al Corriere della Sera, Meloni ha spiegato di conoscere solo marginalmente Pucci, ma ha contestato il principio che, a suo giudizio, reggerebbe la polemica. “Non sopporto il doppiopesismo”, ha affermato, sostenendo che la satira venga considerata legittima quando colpisce esponenti del centrodestra, mentre diventerebbe censurabile quando riguarda figure dell’opposizione.
La premier ha aggiunto che, qualora Pucci avesse partecipato al Festival, si sarebbe potuto chiedere di evitare contenuti politici, ma ha giudicato sbagliata l’idea di impedirne a priori la presenza per ragioni legate al suo orientamento o stile comunicativo.
Nel suo ragionamento, Meloni ha richiamato anche alcune vignette satiriche pubblicate su Il Fatto Quotidiano, sostenendo che non vi sia stata in passato alcuna richiesta di censura nei confronti di comici o vignettisti critici verso il governo.
Il dibattito tra satira e limiti del linguaggio
La vicenda ha riacceso il confronto sui confini della satira e sul rapporto tra libertà di espressione e rispetto delle sensibilità individuali. Le critiche rivolte a Pucci fanno riferimento a battute ritenute offensive o discriminatorie, mentre i sostenitori del comico parlano di un clima ostile che avrebbe superato il legittimo dissenso.
Il caso Sanremo-Pucci si inserisce così in un dibattito più ampio sul ruolo degli artisti nei grandi eventi pubblici e sulle reazioni politiche che ne derivano.