Sondaggio Bocconi, cresce il consenso alla linea dura nelle piazze

Ricerca dell’Osservatorio Monitoring Democracy: aumenta tra gli italiani la tolleranza verso l’uso della forza da parte della polizia, anche contro proteste non violente.

I dati della ricerca dell’Università Bocconi

Un’indagine dell’Osservatorio Monitoring Democracy dell’Università Bocconi, realizzata con SWG su un campione rappresentativo di 2.010 italiani tra gennaio e ottobre 2025, fotografa un cambiamento significativo nell’atteggiamento dell’opinione pubblica verso l’ordine pubblico.

Rispetto all’anno precedente, cresce in modo marcato il sostegno a un approccio improntato alla cosiddetta “tolleranza zero” nei confronti delle manifestazioni che violano la legge, anche in assenza di episodi violenti. L’incremento è particolarmente evidente tra gli elettori di centrodestra.

Secondo i dati raccolti, circa la metà dei sostenitori di Fratelli d’Italia e della Lega ritiene giustificato l’uso della forza da parte delle forze dell’ordine quando si verificano infrazioni durante una protesta, anche se i manifestanti non ricorrono alla violenza. Tra gli elettori di Forza Italia, la quota si avvicina al 40%.

Meno limiti all’intervento delle forze dell’ordine

Tra gli elettori azzurri diminuisce la percentuale di chi considera legittimo l’impiego di cariche o idranti solo in presenza di scontri fisici: si passa dal 59% registrato nel 2024 al 49,3%. Cala anche la quota di chi ammette l’uso della forza esclusivamente in situazioni di “grave pericolo di vita” per gli agenti.

Tra i sostenitori di Giorgia Meloni, la percentuale di chi respinge l’utilizzo della violenza in qualunque circostanza scende al 2,1%, rispetto al 4,5% rilevato l’anno precedente. Il dato segnala un restringimento dell’area che esclude in modo assoluto interventi coercitivi.

Le posizioni nell’area progressista

La ricerca evidenzia dinamiche differenti nel campo del centrosinistra. Una parte dell’elettorato mostra una maggiore apertura verso interventi repressivi per evitare il ripetersi di episodi di disordine come quelli avvenuti a Torino e più recentemente a Milano.

Tra gli elettori del Partito Democratico, il 24% mantiene una posizione di rifiuto dell’uso della violenza in ogni circostanza, mentre tra gli astenuti la quota si attesta al 30%. Alleanza Verdi e Sinistra esprime una netta contrarietà a forme di repressione generalizzate. Il Movimento 5 Stelle, invece, registra il 52,2% di consensi per interventi limitati ai casi in cui i manifestanti ricorrano a comportamenti violenti.

L’indagine restituisce dunque un quadro in evoluzione, con una crescente disponibilità dell’opinione pubblica ad accettare strumenti più incisivi nella gestione delle proteste.

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