Il ministro dell’Interno annuncia controlli rafforzati contro i sabotaggi e difende l’operato delle forze dell’ordine. “Separazione delle carriere riforma coerente con la Costituzione”.
“Salto di qualità nelle azioni violente”
I sabotaggi alla rete ferroviaria rappresentano una minaccia concreta alla sicurezza nazionale. È questa la valutazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenuto prima di una riunione al Viminale con forze di polizia, intelligence e rappresentanti del gruppo Ferrovie dello Stato.
Il titolare dell’Interno ha spiegato che alle attività investigative si affianca un rafforzamento del presidio sul territorio. “Gli specialisti dell’antiterrorismo sono al lavoro e confido che quanto prima ci saranno i primi risultati”, ha dichiarato, richiamando un “salto di qualità” nelle azioni riconducibili ad ambienti anarchici e antagonisti.
Secondo il ministro, prevenzione e repressione devono procedere in parallelo per individuare i responsabili e prevenire nuovi episodi.
Rimpatri, ordine pubblico e legami estremisti
Nel corso dell’intervista, Piantedosi ha affrontato anche il tema dei rimpatri, sottolineando che la maggioranza di magistrati e medici opera con correttezza, pur segnalando l’esistenza di una minoranza ideologizzata che ostacolerebbe le procedure.
“Chi ha favorito la liberazione di un irregolare considerato pericoloso porta su di sé una corresponsabilità etica dei reati che poi dovessero essere commessi dal soggetto in questione”, ha affermato, citando un episodio avvenuto a Milano.
Il ministro ha poi richiamato l’attenzione su possibili convergenze tra frange dell’estrema sinistra e ambienti dell’islam radicale, parlando di un comune obiettivo di contrapposizione ai valori della società occidentale.
Quanto alle critiche sull’operato delle forze dell’ordine, Piantedosi ha respinto le accuse, definendole “illazioni”, e ha rivendicato la professionalità degli operatori di polizia, sottolineando che i bilanci sugli arresti vanno valutati nel medio periodo.
Sicurezza e referendum sulla giustizia
Nel bilancio complessivo sulla sicurezza, il ministro ha evidenziato un calo di diversi indicatori di criminalità, compresi gli omicidi e i femminicidi, pur ribadendo che ogni episodio resta un fatto grave.
Ha inoltre commentato il referendum sulla giustizia, richiamando l’articolo 111 della Costituzione e sostenendo che la separazione delle carriere rafforzi la terzietà del giudice e le garanzie per i cittadini. “La separazione delle carriere rappresenta una riforma autenticamente democratica e liberale”, ha dichiarato, aggiungendo che il dibattito deve svolgersi nel rispetto delle diverse posizioni.