Alcolock, Pd attacca Salvini: “Ritardi e nessun monitoraggio”

L’alcolock, il dispositivo che impedisce l’avvio del motore se il conducente presenta un tasso alcolemico superiore a zero, entra nella fase operativa. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato sul Portale dell’Automobilista l’elenco dei modelli installabili, dei rivenditori e delle officine autorizzate al montaggio.

La misura, prevista dal nuovo Codice della strada, è obbligatoria per i conducenti recidivi sorpresi alla guida in stato di ebbrezza. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha più volte indicato l’alcolock come uno strumento centrale per rafforzare la sicurezza stradale. L’obiettivo è impedire fisicamente la messa in moto del veicolo a chi non rispetta i limiti alcolemici.

Le critiche del Partito democratico

Sulla tempistica e sull’efficacia della misura interviene il deputato del Partito democratico Andrea Casu, vicepresidente della commissione Trasporti alla Camera. Secondo Casu, l’attuazione arriva con ritardo rispetto all’approvazione del Codice della strada e ai decreti attuativi, mentre mancherebbero ancora dati pubblici sul monitoraggio.

Il parlamentare dem ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti su quanti dispositivi siano stati effettivamente installati, come siano distribuiti sul territorio e quanti controlli su strada per guida in stato di ebbrezza siano stati effettuati nel 2025. A suo giudizio, l’assenza di informazioni ufficiali impedirebbe di valutare l’impatto reale del provvedimento.

Casu evidenzia inoltre alcune criticità applicative. L’alcolock, una volta installato su un’auto, richiede che chiunque la utilizzi risulti completamente sobrio: in presenza di un solo veicolo familiare, l’obbligo potrebbe quindi incidere anche su altri membri del nucleo. Restano poi le questioni legate ai costi e alla compatibilità con un parco auto mediamente datato, che potrebbe rendere più complessa l’installazione su determinati modelli.

Il nodo prevenzione

Nel dibattito politico emerge anche un tema più ampio. Secondo l’esponente del Pd, l’alcolock da solo non sarebbe sufficiente a ridurre in modo strutturale gli incidenti legati all’abuso di alcol. In altri Paesi europei, sottolinea, il dispositivo viene affiancato da percorsi diagnostici e riabilitativi rivolti a chi viene sanzionato per guida in stato di ebbrezza.

Il confronto resta quindi aperto su due piani: da un lato l’implementazione tecnica del dispositivo e il suo monitoraggio; dall’altro l’efficacia complessiva delle politiche di sicurezza stradale, che per l’opposizione richiederebbero investimenti e misure di prevenzione più ampie rispetto al solo obbligo tecnologico.

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