Il governo guidato da Giorgia Meloni ha approvato il nuovo decreto Energia, provvedimento annunciato nei mesi scorsi dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. Tra le misure principali compare la possibilità, per i fornitori di energia elettrica, di riconoscere in modo volontario uno sconto ai clienti con Isee fino a 25mila euro.
Il meccanismo non è obbligatorio: saranno le aziende a decidere se aderire o meno. Il decreto prevede anche un “bollino” per i venditori che applicheranno lo sconto, una sorta di attestazione utilizzabile a fini commerciali per segnalare l’adesione all’iniziativa. L’esecutivo punta su questa leva per favorire la concorrenza e incentivare comportamenti ritenuti virtuosi da parte degli operatori del settore.
Le critiche del M5s
Non mancano però le contestazioni. Il deputato del Movimento 5 Stelle Enrico Cappelletti, componente della commissione Attività produttive della Camera, giudica la misura inefficace. Secondo l’esponente pentastellato, lo sconto volontario rischia di avere un impatto limitato e di non produrre benefici concreti per le famiglie.
Cappelletti sottolinea che il provvedimento non inciderebbe sui meccanismi strutturali di formazione del prezzo dell’energia. A suo avviso, sarebbe stato necessario intervenire in modo più profondo, modificando le regole che legano il costo dell’energia elettrica a quello del gas e lavorando anche in sede europea per rivedere tali criteri. Il parlamentare richiama inoltre l’esigenza di investimenti più ampi nella transizione energetica e di misure capaci di sostenere in maniera significativa il potere d’acquisto della classe media.
Nodi aperti e prossimi passaggi
Tra i punti contestati vi sono anche le norme relative ai rimborsi sugli oneri che gravano sul gas naturale impiegato per la produzione di energia elettrica. Secondo Cappelletti, il contributo previsto dal decreto risulterebbe meno incisivo rispetto al bonus sociale già esistente.
Il testo è ora all’esame parlamentare e nelle prossime settimane si aprirà la fase degli emendamenti, con la possibilità per i gruppi di proporre modifiche. Resta quindi da vedere se il decreto verrà ritoccato durante l’iter o se la maggioranza confermerà l’impianto attuale della misura, puntando sullo sconto volontario e sul “bollino” come strumenti per alleggerire, almeno in parte, il peso delle bollette.