Segnalate esplosioni e operazioni di sicurezza nei pressi del quartier generale attribuito alla Guida Suprema. Cresce la pressione regionale.
Nuove tensioni a Teheran, dove secondo fonti dell’opposizione si sarebbero verificati scontri nei pressi del complesso Motahari, area fortificata che ospita tra le altre strutture la sede e la residenza della Guida Suprema Ali Khamenei.
L’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (MeK), gruppo di opposizione considerato terrorista dalle autorità iraniane, sostiene che vi siano stati combattimenti con i Guardiani della Rivoluzione (IRGC) e parla di oltre cento militanti tra uccisi, feriti e arrestati. Le cifre non risultano confermate da fonti indipendenti.
Siti vicini al governo iraniano hanno riferito di “rumori di esplosioni” nell’area, mentre l’agenzia Arya ha parlato di attacchi simultanei contro la residenza della Guida Suprema e il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale. Al momento non sono disponibili dati ufficiali sul numero delle vittime né sulle responsabilità degli episodi.
Nuove nomine nei Pasdaran
In un contesto di crescente tensione, il generale di brigata Mohammad Hosseini è stato nominato comandante della forza speciale Sabereen, unità operativa delle forze terrestri dei Pasdaran incaricata di missioni speciali. In precedenza Hosseini aveva guidato la 110ª Brigata Forze Speciali Salman Farsi e ricoperto diversi incarichi di comando.
La nomina arriva mentre prosegue il confronto tra Teheran e Washington sul dossier nucleare e mentre aumentano le speculazioni su possibili sviluppi militari.
La posizione della Giordania
Sul piano regionale, la Giordania ha ribadito che non consentirà violazioni del proprio spazio aereo e che non diventerà un “campo di battaglia”. Il re Abdullah II ha dichiarato che il dialogo e le soluzioni politiche rappresentano l’unica strada per evitare un’ulteriore escalation, facendo riferimento a un potenziale attacco statunitense contro l’Iran.
Il quadro resta fluido e caratterizzato da notizie difficilmente verificabili in modo indipendente, in un contesto di forte instabilità interna e tensioni internazionali.