Quarto giorno di proteste studentesche. Segnalati interventi delle forze di sicurezza e chiusure di lezioni in presenza.
Nuove tensioni nelle università iraniane, dove proseguono le proteste studentesche contro la Guida Suprema Ali Khamenei. Secondo quanto riportato da fonti locali e da video diffusi sui social, forze di polizia e milizie Basij sarebbero intervenute in diversi campus per contenere le manifestazioni.
All’Università di Scienza e Tecnologia di Teheran si sarebbero verificati scontri tra studenti e membri dei Basij. Immagini circolate online mostrano anche pick-up armati parcheggiati all’esterno dell’ateneo. Manifestazioni sono state segnalate anche a Mashhad.
In alcune università, agli studenti identificati come coinvolti in precedenti proteste sarebbe stato impedito l’accesso. Diversi rettorati hanno annunciato la sospensione delle lezioni in presenza. Secondo stime diffuse da media indipendenti, una larga parte degli atenei avrebbe già attivato la didattica a distanza, ufficialmente per ragioni di sicurezza.
Nei video provenienti dall’Università d’Arte di Teheran si sentono slogan contro il governo e richieste di liberazione dei prigionieri politici. Il procuratore generale Mohammad Mohebi Azad ha chiesto “azioni decisive e legali” contro i manifestanti, parlando di elementi che agirebbero sotto “la guida del nemico”.
Le proteste si inseriscono in un contesto già segnato dalla repressione delle manifestazioni di gennaio, durante le quali, secondo organizzazioni per i diritti umani, si sono registrati migliaia di arresti e numerose vittime.
Nucleare, colloqui a Ginevra in un clima di alta tensione
Le tensioni interne fanno da sfondo al terzo round di colloqui sul programma nucleare iraniano, previsto a Ginevra tra il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff.
Il negoziato si svolge in un clima internazionale delicato, con Washington che ha rafforzato la propria presenza militare in Medio Oriente. Tra i nodi centrali del confronto resta la questione dell’arricchimento dell’uranio: Teheran rivendica il diritto a un uso civile, mentre gli Stati Uniti si oppongono a livelli che possano avvicinare l’Iran alla capacità di produrre un’arma nucleare.
Il doppio binario – proteste interne e negoziati internazionali – rende particolarmente complessa la fase politica attraversata dal Paese.