Valditara: “Lega grande partito liberale riferimento per docenti e operai che si rimboccano le maniche”

Il rapporto tra il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e la Lega viene descritto come solido e coerente. A sottolinearlo è stato lo stesso titolare del Mim in un’intervista rilasciata il 27 febbraio al Messaggero, nella quale ha rivendicato l’identità politica del partito guidato da Matteo Salvini.

Secondo Valditara, oggi la Lega avrebbe “la grande opportunità di proseguire il percorso iniziato dalla sua fondazione”, presentandosi come “il partito delle libertà”. Un’affermazione che il ministro motiva ricordando come il Carroccio sia stato, a suo giudizio, “il primo grande partito liberale di massa”, capace di portare avanti battaglie su temi centrali come il fisco, la riduzione della burocrazia, la valorizzazione dei territori e la sicurezza.

Nel suo ragionamento, la Lega avrebbe rappresentato negli anni un punto di riferimento per i cosiddetti ceti produttivi: partite Iva, operai, insegnanti, forze dell’ordine. Un’area sociale che, secondo il ministro, continua a riconoscersi in un progetto politico orientato alla difesa del lavoro e dell’iniziativa economica.

Non sono mancate le critiche all’opposizione. Valditara ha definito l’attuale sinistra “improponibile come forza di governo alternativa”, contestando l’alleanza con il Movimento 5 Stelle e con Alleanza Verdi e Sinistra, ritenuta vicina alle posizioni di Jean-Luc Mélenchon. In questo quadro, il ministro ha sostenuto che un ritorno della sinistra alla guida del Paese sarebbe dannoso.

Sul versante dell’azione di governo, il titolare del Mim ha difeso le scelte dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, parlando di un percorso che procede con determinazione. In particolare ha citato la riforma dell’istruzione tecnica, il cosiddetto modello “4+2”, che prevede un nuovo assetto dei percorsi tecnico-professionali con un collegamento più stretto al mondo del lavoro. Una riforma che, secondo Valditara, starebbe ricevendo attenzione positiva anche a livello europeo, pur continuando a incontrare resistenze da parte delle opposizioni politiche e di una parte del sindacato.

L’intervento del ministro si inserisce in un momento politico segnato da un confronto acceso sulle riforme strutturali, dalla scuola alla giustizia, e conferma la volontà della maggioranza di rivendicare una linea di continuità e compattezza interna.

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