Crosetto a Dubai, M5s chiede le dimissioni: “Fase delicata, serve un ministro presente”

Dopo l’attacco contro l’Iran, i 5 Stelle contestano l’assenza del ministro della Difesa e parlano di questione istituzionale.

“Non è una questione personale”

Il Movimento 5 Stelle torna all’attacco del ministro della Difesa Guido Crosetto, rimasto bloccato a Dubai nelle ore successive all’offensiva contro l’Iran. A sollevare il tema è stato il vicepresidente M5s Stefano Patuanelli, che ha parlato di un “fatto oggettivo” che “colpisce” e che “impone una riflessione seria”.

“In una delle fasi più delicate per la sicurezza internazionale degli ultimi anni, il titolare del Dicastero della Difesa non è fisicamente nel Paese e non può rientrare tempestivamente sul territorio nazionale”, ha dichiarato. E ha aggiunto: “Non è una questione personale, ma istituzionale. È legittimo chiedersi quale sia stato il livello di informazione preventiva del Governo rispetto agli sviluppi militari in corso”.

Secondo Patuanelli, in situazioni di crisi “l’improvvisazione non è ammessa”, motivo per cui il Movimento ha chiesto le dimissioni del ministro.

L’intervento di Conte e Silvestri

Sui social è intervenuto anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha scritto: “Il ministro Tajani che si passa tra le mani il cappellino Maga di Trump e il ministro Crosetto isolato a Dubai come un turista qualsiasi sono le immagini più emblematiche della perdita della dignità politica”.

Nonostante Crosetto abbia poi sostenuto personalmente le spese per il rientro in Italia, il M5s insiste. “Le parole di Crosetto sul fatto che a Dubai avrebbe ‘aiutato nella gestione della crisi’ sono ridicole e danno la misura di un Governo menzognero in tutte le forme e senza alcuna decenza”, ha affermato Francesco Silvestri, capogruppo M5s in commissione Esteri della Camera.

Silvestri ha quindi ribadito la richiesta di un passo indietro: “Crosetto dovrebbe dimettersi perché non ci possiamo fidare di un ministro che si aggira per le zone di guerra senza essere minimamente preso in considerazione, né avvisato, dagli alleati. Siamo in una fase molto seria della nostra storia, serve un ministro serio”.

Il confronto politico resta dunque acceso, con il Movimento 5 Stelle che mantiene la linea della richiesta di dimissioni in un contesto internazionale definito di massima delicatezza.

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