Veltroni: “Trump mina l’ordine mondiale, serve un’Europa più forte”

L’ex leader del Pd avverte: il rischio è la fine dell’equilibrio internazionale. “Cina e Russia potrebbero sentirsi legittimate a nuove aggressioni”.

“L’ordine internazionale è in pericolo”

La guerra in Medio Oriente e l’attacco all’Iran aprono, secondo Walter Veltroni, uno scenario di forte instabilità globale. In un’intervista a Repubblica, l’ex segretario e fondatore del Partito democratico ha espresso una valutazione molto critica sulla linea del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

“Siamo davanti alla fine dell’ordine internazionale che ha garantito decenni di pace”, ha affermato Veltroni. A suo giudizio, l’intervento americano rischia di rafforzare una logica in cui ogni potenza si sente autorizzata ad agire militarmente senza riferimenti al sistema multilaterale.

L’ex leader del Pd cita due possibili conseguenze: la Cina potrebbe sentirsi legittimata a muoversi contro Taiwan, mentre Vladimir Putin potrebbe spingersi oltre nel conflitto con l’Ucraina.

“Un’iniziativa senza strategia”

Veltroni descrive l’azione di Washington come un’operazione priva di obiettivi chiari. “Quella di Trump è una iniziativa senza strategia e senza obiettivi definiti, che può portare a esiti drammatici e incontrollati”, ha dichiarato.

Nell’analisi dell’ex sindaco di Roma, dietro la decisione potrebbero esserci anche dinamiche di politica interna americana più che una visione geopolitica complessiva. Trump viene descritto come “l’epifenomeno di questa società digitale”, capace di spingersi oltre qualsiasi previsione.

Veltroni parla di una fase storica che ricorda “una versione grottesca degli anni Trenta”, con il rischio che anche gli Stati Uniti possano scivolare verso modelli sempre più autoritari.

“La risposta deve essere un’Europa più forte”

Per Veltroni, l’unico antidoto a questa deriva sarebbe rafforzare il progetto europeo. “Bisogna diventare estremisti dell’Europa”, ha spiegato, indicando nella costruzione di una difesa comune uno dei pilastri degli Stati Uniti d’Europa.

La spesa militare, secondo l’ex leader democratico, può avere una legittimità quando è finalizzata alla difesa e non all’aggressione. Allo stesso tempo invita l’Italia a chiarire la propria collocazione internazionale.

“Non si può stare un po’ con Trump e un po’ con l’Europa”, ha osservato, sostenendo che il governo dovrebbe scegliere con chiarezza da quale parte stare nello scenario geopolitico attuale.

Veltroni immagina anche una mobilitazione civile su questi temi, convinto che in Italia esista una larga maggioranza critica verso la linea politica dell’attuale amministrazione americana.

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