Nel talk di Rete 4 critiche durissime al presidente Usa: “Netanyahu spinge da decenni per colpire l’Iran”.
Jebreal: “Trump costretto da Netanyahu”
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran divide anche il dibattito televisivo italiano. A È sempre Cartabianca, su Rete 4, la giornalista Rula Jebreal ha attribuito un ruolo determinante al premier israeliano Benjamin Netanyahu nell’escalation militare.
Rispondendo a una domanda della conduttrice Bianca Berlinguer, Jebreal ha sostenuto che la decisione americana sarebbe maturata anche sotto la pressione di Israele. “Non lo dico io – ha spiegato – lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio: gli Stati Uniti sono intervenuti perché Israele lo avrebbe fatto comunque”.
La giornalista ha poi citato le parole della deputata statunitense Sara Jacobs, secondo cui Netanyahu da decenni cercherebbe di convincere i presidenti americani ad attaccare l’Iran. “Trump è l’unico stupido abbastanza da farlo”, ha detto riportando il giudizio della parlamentare, parole che hanno acceso il confronto in studio.
De Gregorio: “Netanyahu regola i suoi conti”
Alla discussione ha partecipato anche Concita De Gregorio, editorialista di Repubblica, che ha individuato nella strategia del premier israeliano una delle chiavi della crisi.
Secondo la giornalista, Netanyahu starebbe sfruttando l’appoggio della Casa Bianca per rafforzare la propria posizione nello scacchiere mediorientale. “Sta approfittando della solidarietà e dell’appoggio del presidente degli Stati Uniti per regolare la sua partita”, ha osservato.
Nel suo intervento, De Gregorio ha inoltre criticato la posizione europea di fronte alla crisi, parlando di un’Europa incerta e di un’Italia sostanzialmente silenziosa nel dibattito internazionale.
Il nodo della successione a Teheran
Durante il confronto è emerso anche il tema degli equilibri interni all’Iran. Con l’apertura di una fase politica successiva alla guida dell’ayatollah Ali Khamenei, tra le ipotesi circolate c’è quella di una successione familiare, con il possibile ruolo del figlio.
Secondo De Gregorio, questo scenario dimostrerebbe come il tentativo di forzare cambiamenti politici dall’esterno sia estremamente incerto. “La situazione può solo peggiorare”, ha osservato, sottolineando il rischio di un ulteriore aggravamento della crisi regionale.
Il dibattito televisivo riflette così le profonde divisioni che attraversano anche l’opinione pubblica occidentale sul conflitto e sul ruolo degli Stati Uniti nello scenario mediorientale.