Iran, il M5S accende i riflettori su Trapani-Birgi: interrogazione sulla base Nato

I pentastellati chiedono chiarimenti sull’uso militare dell’aeroporto siciliano durante la crisi in Medio Oriente e sulle possibili ricadute sul traffico civile.

L’interrogazione del M5S sulla base di Trapani

La crisi tra Stati Uniti, Israele e Iran entra anche nel dibattito politico italiano. Il Movimento 5 Stelle punta l’attenzione sull’aeroporto militare di Trapani-Birgi, uno degli scali strategici del Mediterraneo.

La deputata regionale trapanese Cristina Ciminnisi ha presentato un’interrogazione urgente al governo della Regione Siciliana per chiedere chiarimenti sull’eventuale coinvolgimento operativo della base nello scenario internazionale attuale. L’iniziativa arriva in un clima di crescente tensione geopolitica e richiama il ruolo delle infrastrutture militari presenti sull’isola.

Secondo la parlamentare pentastellata, è necessario fare “piena luce” sull’utilizzo della struttura e sulle eventuali conseguenze per il territorio.

Il nodo delle basi militari in Sicilia

Nell’interrogazione si evidenzia il peso strategico delle installazioni militari siciliane nel contesto mediterraneo, citando in particolare Sigonella, il sistema Muos di Niscemi e lo stesso scalo di Trapani.

“Quando l’aeroporto di Trapani-Birgi è stato scelto come polo internazionale di addestramento per i piloti di F-35, il governo regionale è rimasto in silenzio”, ha dichiarato Ciminnisi. A suo giudizio, l’aumento delle tensioni internazionali rende necessario un confronto più trasparente sulle attività militari presenti sull’isola.

La deputata ricorda inoltre che lo scalo, sede del 37° Stormo dell’Aeronautica militare, è una base Nato che in passato è stata utilizzata in diverse operazioni legate alle crisi nel Nord Africa.

Tra sicurezza e sviluppo dello scalo civile

Al centro delle richieste del M5S c’è anche la tutela dell’aeroporto civile Vincenzo Florio, considerato uno dei principali motori economici della Sicilia occidentale. Lo scalo punta a raggiungere 1,5 milioni di passeggeri entro il 2026.

“Chi garantisce che l’incremento delle attività militari non interferisca con gli slot e i corridoi di volo necessari al traffico civile?”, chiede Ciminnisi. L’interrogazione sollecita quindi la Regione ad aprire un confronto con il Ministero della Difesa per ottenere informazioni ufficiali sul ruolo della base nello scenario attuale.

Secondo la deputata, i cittadini e gli operatori economici del territorio devono conoscere con chiarezza quali attività siano previste e quali possano essere le conseguenze per l’area.

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