Colpita base italiana in Kuwait, Crosetto e Tajani: “Non ci faremo intimidire”

Un drone ha colpito la base Ali Al Salem in Kuwait dove opera la Task Force Air italiana. Distrutto un Predator, ma i militari sono rimasti illesi.

Attacco alla base Ali Al Salem: distrutto un drone italiano

Un attacco con drone ha colpito la Ali Al Salem Air Base in Kuwait, struttura militare dove operano anche i militari italiani della Task Force Air. Nell’impatto è stato distrutto un velivolo a pilotaggio remoto Predator, lungo circa undici metri e custodito all’interno di un rifugio della base.

A fornire i primi dettagli è stato il capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, che ha spiegato come nessun militare italiano sia rimasto ferito. Il drone distrutto rappresentava una componente rilevante per le attività operative della missione.

Secondo quanto riferito dal vertice militare, nei giorni precedenti il dispositivo era già stato alleggerito nell’ambito delle misure di sicurezza adottate in relazione all’evoluzione della situazione nell’area.

Il personale italiano rimasto nella base continua a svolgere le attività essenziali della missione, mentre la situazione viene monitorata costantemente dal Comando Operativo di Vertice Interforze e dai vertici della Difesa.

Crosetto e Tajani: militari italiani al sicuro

Il generale Portolano ha spiegato di aver informato immediatamente il ministro della Difesa Guido Crosetto, contattando anche il comandante del contingente sul posto per verificare le condizioni dei militari italiani.

Secondo quanto riferito dal ministero, tutti i soldati erano al sicuro al momento dell’attacco. Crosetto ha inoltre informato i principali vertici istituzionali e i leader politici, assicurando che il governo segue “con la massima attenzione l’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area”.

La perdita del velivolo, ha precisato il ministro, non incide sulla sicurezza del contingente italiano impegnato nella missione.

Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato l’accaduto, ricordando che la base era stata già presa di mira in precedenza e che il numero dei militari italiani presenti è stato ridotto negli ultimi mesi.

Secondo Tajani, il Kuwait rappresenta uno degli obiettivi sensibili nel confronto tra Iran e Stati Uniti per la presenza di basi americane. Nonostante questo, ha aggiunto, l’Italia continuerà a rispettare gli impegni internazionali. “Non ci facciamo intimidire perché arriva un drone”, ha dichiarato.

Tensione nel Golfo Persico e rischio escalation

L’episodio si inserisce in un quadro di crescente tensione nella regione del Golfo Persico, dove resta centrale la situazione nello Stretto di Hormuz.

Secondo stime diffuse nelle ultime ore, circa mille navi attendono di attraversare il passaggio marittimo strategico, tra cui 200 petroliere cariche di greggio destinato ai mercati internazionali.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che diversi Paesi starebbero valutando la formazione di una coalizione navale per scortare le petroliere attraverso lo stretto. La Gran Bretagna avrebbe già manifestato disponibilità, mentre altri Stati restano cauti a causa dei rischi legati all’attuale scenario militare.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha sostenuto che Teheran è stata contattata da vari Paesi interessati a garantire un passaggio sicuro alle proprie navi, attribuendo però l’escalation alle azioni degli Stati Uniti.

Nel frattempo il conflitto continua anche su altri fronti. Israele ha annunciato di voler proseguire le operazioni militari contro obiettivi iraniani per diverse settimane, mentre i Pasdaran hanno minacciato direttamente il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

L’Iran ha inoltre dichiarato di aver utilizzato nel recente attacco contro Israele il missile balistico a medio raggio Sejil, capace di raggiungere Tel Aviv dal sito nucleare di Natanz in pochi minuti.

La tensione resta alta anche in Libano, dove proseguono i bombardamenti israeliani contro Hezbollah e cresce la pressione sulla missione Unifil delle Nazioni Unite, che comprende anche militari italiani. Nelle ultime ore i Caschi Blu hanno segnalato di essere stati presi di mira da gruppi armati non statali, senza che si registrassero feriti.

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