Intervistato da La Stampa, Gianrico Carofiglio critica le parole di Nicola Gratteri sul referendum giustizia e invita a evitare reazioni distorte e semplificazioni.
Il caso Gratteri e il referendum sulla giustizia
Le dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, secondo cui indagati e imputati in Calabria voterebbero Sì al referendum sulla giustizia, continuano ad alimentare il confronto pubblico. A intervenire è stato Gianrico Carofiglio, scrittore, già magistrato ed ex senatore del Partito Democratico, in un’intervista a La Stampa.
«Io non l’avrei fatta quella dichiarazione, perché era facile prevedere cosa ne sarebbe derivato», ha spiegato Carofiglio, definendo discutibile l’uscita del procuratore. Secondo l’ex parlamentare, tuttavia, sarebbe stata problematica anche la reazione successiva alle parole di Gratteri.
“C’è una sconnessione logica nelle critiche”
Carofiglio ha parlato di una “sconnessione logica” in alcune delle critiche rivolte al magistrato. Per chiarire il concetto, ha utilizzato un esempio: «Se qualcuno dice che tutti i poeti sono esseri umani, non sta dicendo che tutti gli esseri umani sono poeti. E se qualcuno dice che i mafiosi voteranno in un certo modo, non sta dicendo che tutti quelli che voteranno in quel modo sono mafiosi».
L’invito rivolto ai cittadini è quello di affrontare il clima del dibattito con maggiore attenzione linguistica e capacità di analisi. Carofiglio ha parlato di “igiene linguistica, intellettuale e politica”, indicando nel pensiero critico uno strumento per smontare narrazioni manipolatorie e slogan.
Correnti e riforma Nordio
Nell’intervista, l’ex magistrato ha affrontato anche il tema delle correnti nella magistratura e della riforma promossa dal ministro Carlo Nordio. Secondo Carofiglio, le correnti rappresentano un’espressione del pluralismo culturale interno alla magistratura, pur riconoscendo l’esistenza di comportamenti opachi.
Ha poi espresso perplessità sull’ipotesi del sorteggio come strumento per riformare il sistema di rappresentanza, osservando che un meccanismo di quel tipo non troverebbe riscontro in altri ordinamenti e che la selezione casuale non costituirebbe una soluzione adeguata per affrontare le criticità evidenziate.
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