Ospite di Otto e mezzo su La7, Romano Prodi critica Giorgia Meloni, ribadisce l’accusa di “obbedienza a Trump” e parla di tensione crescente nel Paese.
Lo scontro in studio da Lilli Gruber
Nuovo confronto a distanza tra Romano Prodi e Giorgia Meloni. L’ex presidente del Consiglio è intervenuto a Otto e mezzo, il programma condotto da Lilli Gruber su La7, tornando sulle recenti polemiche che lo hanno visto protagonista.
Durante l’intervista, la conduttrice ha chiesto un giudizio sull’attuale presidente del Consiglio. Prodi ha risposto con una frase destinata a far discutere: «Il Paese ha bisogno di un padre o di una madre, non ha bisogno di un cugino rabbioso». Un passaggio che si inserisce in una contrapposizione politica ormai consolidata.
Il riferimento è arrivato dopo le tensioni nate da precedenti dichiarazioni dell’ex premier, quando aveva sostenuto che Meloni fosse “troppo obbediente a Trump”. Un’affermazione che aveva suscitato la reazione della presidente del Consiglio. In studio, Prodi ha ribadito il concetto, spiegando: «L’obbedienza è cieca, pronta e assoluta».
Le accuse su politica estera e clima politico
Incitato dalla conduttrice a chiarire se confermasse le sue parole, Prodi ha ampliato il ragionamento richiamando alcuni dossier internazionali, tra cui la questione palestinese e altri temi di politica estera. Secondo l’ex presidente dell’Iri, le scelte dell’esecutivo mostrerebbero un orientamento eccessivamente allineato agli Stati Uniti.
Non solo politica internazionale. Prodi ha affrontato anche il clima interno, soffermandosi sui toni del confronto pubblico. A suo giudizio, la presidente del Consiglio avrebbe adottato uno stile sempre più conflittuale. «Direi che a Meloni manca moderazione», ha affermato, aggiungendo che nel Paese si percepirebbe un clima di inquietudine.
Il riferimento a Roberto Vannacci
Nel corso dell’intervista, Prodi ha commentato anche la posizione del generale Roberto Vannacci all’interno del centrodestra. Secondo l’ex premier, non rappresenterebbe un problema né per la maggioranza né per l’opposizione. «Farà come ha fatto l’ultima volta», ha osservato, riferendosi a voti contrari su singoli provvedimenti accompagnati però dal sostegno alla fiducia.
L’analisi si è chiusa con un richiamo alla necessità di maggiore serenità nel dibattito pubblico. «Il Paese ha bisogno di tranquillità», ha detto Prodi, invitando la presidente del Consiglio a ridurre i toni dello scontro politico.
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