Iran, Salis e Vannacci: dichiarazioni speculari sull’attacco Usa

Due europarlamentari di schieramenti opposti rilasciano dichiarazioni sull’Iran. Tono e contenuti diversi, ma con forti punti di contatto.

Il “quiz” tra due voci opposte

Due esponenti politici collocati su fronti ideologicamente distanti. Da un lato Ilaria Salis, europarlamentare di Avs; dall’altro Roberto Vannacci, eletto con la Lega e oggi posizionato su coordinate ancora più a destra. Sullo sfondo, l’attacco degli Stati Uniti contro l’Iran e le reazioni che ne sono seguite.

La prima dichiarazione utilizza il registro dell’ironia e dell’iperbole: “Gli Stati Uniti attaccano l’Iran. C’è un aggressore e un aggredito. Quindi, ora mi aspetto che Frau von der Leyen costituisca un fondo da 90 miliardi da elargire a Teheran. Poi mi aspetto che i Paesi europei varino degli aiuti in termini di armi e sostegno per gli ayatollah. E poi Bruxelles dovrà varare un pacchetto di sanzioni per mettere in ginocchio l’economia degli Stati Uniti. Dovrà intervenire l’Onu, perché è stato violato il diritto internazionale e poi tutti gli atleti e gli artisti americani dovranno essere esclusi dalle competizioni sportive e culturali. Infine, mi aspetto che Calenda visiti i Pasdaran per portare loro il suo sostegno”.

La seconda adotta un linguaggio diretto e fortemente critico: “Iran, gli attacchi criminali condotti dall’asse fascio-genocidario Stati Uniti e Israele non hanno nulla a che vedere con il sostegno al popolo iraniano oppresso dal regime. Diritti e libertà non c’entrano nulla. In gioco ci sono esclusivamente equilibri di potenza, controllo delle risorse, egemonia geopolitica. È una sporca guerra di predazione e sottomissione, condotta in aperta violazione del diritto internazionale e priva di qualsiasi legittimità. L’Italia deve rifiutare questa guerra e non contribuirvi in alcun modo, neppure indirettamente o con il più piccolo gesto di sostegno. Il Governo Meloni non provi a trascinarci in questo disastro”.

Nel passaggio successivo, la dichiarazione prosegue con un riferimento all’Unione Europea e alla NATO, invocando un cambio di rotta nella politica estera e una linea autonoma fondata sul diritto internazionale e sul disarmo.

Posizioni diverse, critiche convergenti

Per quanto il tono e lo stile risultino differenti, entrambe le dichiarazioni mettono in discussione l’azione militare statunitense e il ruolo delle istituzioni europee. La prima, attribuita a Roberto Vannacci, utilizza una costruzione paradossale per criticare le reazioni occidentali; la seconda, firmata da Ilaria Salis, esprime una condanna esplicita dell’intervento e chiede una discontinuità rispetto agli equilibri geopolitici attuali.

Due approcci politici lontani per collocazione, ma accomunati dalla critica all’azione di Washington e alle scelte dell’Occidente nel contesto della crisi iraniana.

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