Referendum giustizia, Conte: “No in recupero, governo ora è preoccupato”

Il leader M5s interviene sul voto del 22 e 23 marzo: critica l’apertura del governo e collega la riforma al tema del premierato.

“Non ci avete fatto toccar palla”

Il confronto politico sul referendum costituzionale sulla giustizia, in calendario il 22 e 23 marzo, resta acceso. A prendere posizione è stato Giuseppe Conte, intervenuto durante un incontro pubblico per il “No” alla riforma.

“La riforma costituzionale è nata blindata all’origine e oggi, che a leggere i sondaggi il no è in recupero, è davvero poco credibile la proposta di sederci a un tavolo e discutere assieme di questa proposta per la fase attuativa. Dopo i sondaggi sono preoccupati e hanno fatto una riunione per dirsi che devono depoliticizzare perché, attenzione, oggi lo stesso governo rischia”, ha dichiarato il presidente del Movimento 5 Stelle.

L’ex premier ha quindi aggiunto: “Mi sono permesso di dire, non ci avete fatto toccar palla in Parlamento e adesso volete coinvolgere le opposizioni? Non è così”.

Il legame con il premierato

Nel corso dell’iniziativa, Giuseppe Conte ha collegato l’esito del referendum a un possibile sviluppo istituzionale più ampio. “Se dovesse passare questa riforma farà da traino alla ripresa della riforma del premierato perché non puoi rivendicare la separazione de pm dagli altri giudici e il primato della politica senza poi compiere il passo avanti”, ha affermato rispondendo a una domanda del direttore de La Nuova Sardegna, Luciano Tancredi.

Secondo Conte, un’eventuale evoluzione in senso premierale comporterebbe anche un diverso equilibrio tra le istituzioni: “Quindi il premier deve avere un’investitura diretta, popolare, per consentire di dire a chi va a governare: ‘a me hanno votato i cittadini’. E il presidente della Repubblica, che non è eletto dal popolo, è ridimensionato”, ha concluso.

Lascia un commento