Corteo per il No al referendum a Roma, bruciate immagini di Meloni e Trump

Tensione durante la manifestazione contro la riforma della giustizia e le guerre: simboli e immagini di Giorgia Meloni, Carlo Nordio e Donald Trump dati alle fiamme.

Il corteo e i gesti simbolici contro esponenti del governo

Il corteo per il No al referendum sulla giustizia, svoltosi nel centro di Roma, si è concluso tra polemiche dopo alcuni gesti simbolici rivolti contro esponenti delle istituzioni.

Durante la manifestazione sono state mostrate e incendiate alcune immagini raffiguranti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. In uno dei momenti più discussi è stata esibita anche una bambola con le sembianze della premier Meloni su una barella del pronto soccorso.

Le immagini e i simboli sono stati dati alle fiamme davanti alle telecamere durante il corteo, scatenando una forte reazione politica.

La condanna delle istituzioni

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha definito quanto accaduto «gesti incomprensibili e inaccettabili di odio nei confronti di esponenti del governo», auspicando che negli ultimi giorni di campagna referendaria prevalga il confronto politico.

Anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha invitato a riportare il dibattito sui contenuti del referendum, evitando episodi che possano alimentare tensioni. «Il confronto deve svilupparsi nel merito delle questioni, senza degenerare in atti che rischiano di avvelenare il clima», ha dichiarato.

Sulla stessa linea il ministro per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati, secondo cui «le idee si combattono con altre idee, non con la violenza e l’intimidazione». Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha invece espresso l’auspicio che tali episodi vengano condannati «senza distinguo né esitazioni».

Reazioni politiche e solidarietà a Meloni e Nordio

Solidarietà alla presidente del Consiglio e al ministro della Giustizia è arrivata da diversi esponenti politici e istituzionali, tra cui Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera, che ha parlato di «disperazione estremista» nel clima della campagna referendaria.

La deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli ha criticato in particolare l’episodio della bambola raffigurante Meloni su una barella, definendolo un gesto di umiliazione politica e personale.

Anche il Comitato Camere Penali per il Sì alla riforma costituzionale ha condannato l’episodio, definendolo un segnale di deterioramento del confronto democratico.

Tra le reazioni anche quella del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha ringraziato chi ha espresso solidarietà e ha auspicato che il dibattito sul referendum prosegua «con pacatezza e lealtà», richiamando le indicazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nordio ha aggiunto che gli episodi di tensione non modificheranno la posizione del governo sulla riforma: «Questi eccessi aggressivi non mi intimidiscono e mi spingono a proseguire con determinazione».

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