Elly Schlein critica duramente Giorgia Meloni sul referendum giustizia, accusando la premier di usare argomenti allarmistici per sostenere il sì alla riforma.
Elly Schlein contro le parole di Giorgia Meloni
Scontro politico sul referendum costituzionale sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo. Durante la trasmissione In altre parole su La7, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha contestato duramente alcune recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
La premier aveva sostenuto che una vittoria del No potrebbe portare a conseguenze come la liberazione di criminali pericolosi, tra cui stupratori e pedofili, oltre alla possibilità che immigrati irregolari vengano rimessi in libertà e che alcune decisioni giudiziarie portino alla separazione di figli dalle madri.
Schlein ha definito queste affermazioni una “grave strumentalizzazione”, accusando la presidente del Consiglio di utilizzare toni allarmistici nel dibattito sul referendum. “Ma vi pare normale che la presidente del Consiglio dica che, se passa il No, ci saranno più stupratori liberi e i bambini saranno strappati alle madri? Ma pensa che gli italiani siano stupidi?”, ha dichiarato.
Il riferimento al caso Al-Masri
Nel corso dell’intervento televisivo, la leader del Pd ha citato anche un episodio legato alla politica internazionale per criticare l’azione del governo.
“A dirla tutta, se c’è qualcuno che ha liberato uno stupratore che era stato arrestato e che la magistratura voleva assicurare alla giustizia, è questo governo che ha riportato Al-Masri, un torturatore e stupratore libico, a spese degli italiani con un volo di Stato”, ha affermato.
Secondo Schlein, la vicenda dimostrerebbe una contraddizione tra il messaggio politico utilizzato nel dibattito sul referendum e alcune scelte compiute dall’esecutivo.
Le critiche sulla riforma Nordio
La segretaria dem ha poi affrontato il tema della tutela delle vittime di violenza sessuale, ricordando un confronto avuto in passato con Giorgia Meloni su una proposta di legge riguardante la definizione di stupro basata sul consenso.
“Avevamo fatto un accordo per una legge che dicesse chiaramente che ogni atto sessuale senza consenso è stupro”, ha spiegato Schlein, sostenendo che l’intesa iniziale sarebbe stata successivamente modificata con una proposta alternativa, la cosiddetta legge Bongiorno, basata sul concetto di dissenso.
Nel suo intervento, la leader del Partito Democratico ha citato anche un episodio avvenuto negli Stati Uniti, criticando il silenzio della premier su alcune operazioni delle autorità migratorie durante la presidenza Donald Trump.
Infine, Schlein ha rivolto una critica diretta alla riforma promossa dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, sostenendo che il dibattito politico non dovrebbe trasformarsi in un attacco alla magistratura. “Noi non abbiamo bisogno di sentire strumentalizzazioni costanti per delegittimare i giudici”, ha dichiarato, aggiungendo che il rischio sarebbe quello di mettere in discussione l’autonomia del potere giudiziario.
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