Nel corso della puntata di Piazzapulita, è intervenuto anche Italo Bocchino, che ha commentato l’andamento della campagna referendaria sulla giustizia e il ruolo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Di fronte alle ipotesi di una possibile “rimonta” del No, Bocchino ha sostenuto che la premier non avrebbe intenzione di trasformare il voto in un giudizio politico sul governo. “Non cadrà nella trappola dell’opposizione”, ha affermato, spiegando che l’obiettivo sarebbe evitare una personalizzazione dello scontro.
“Non è un referendum sul governo”
Secondo Bocchino, il referendum va letto esclusivamente nel merito della riforma della giustizia e non come un test sulla tenuta dell’esecutivo o sulla leadership della premier. A suo giudizio, l’opposizione punterebbe invece a politicizzare la consultazione per indebolire il governo.
L’analisi proposta in studio sottolinea quindi la differenza tra un confronto tecnico-normativo e una competizione politica più ampia. Per Bocchino, la strategia della maggioranza sarebbe quella di mantenere il focus sui contenuti della riforma, evitando di alimentare uno scontro diretto sulla figura della presidente del Consiglio.
Una campagna ancora aperta
Il referendum continua a essere al centro del dibattito mediatico e politico, con letture contrapposte sia sull’esito possibile sia sul significato del voto. Le dichiarazioni di Bocchino si inseriscono in questo clima, in cui ogni intervento viene interpretato anche come parte di una strategia comunicativa più ampia.
A poche settimane dalla consultazione, resta aperto il confronto tra chi considera il referendum un passaggio tecnico sulla giustizia e chi lo vede come un banco di prova politico per il governo.
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