Scomparso a 81 anni Robert Mueller, figura chiave dopo l’11 settembre e nel Russiagate. Scatenano polemica le dichiarazioni di Donald Trump.
La morte e il ruolo dopo l’11 settembre
È morto a 81 anni Robert S. Mueller III, ex direttore dell’FBI e protagonista di alcune delle fasi più delicate della recente storia americana. La notizia è stata comunicata dalla famiglia, che ha chiesto il rispetto della privacy in questo momento.
Mueller guidò l’agenzia federale in un passaggio cruciale, assumendo l’incarico pochi giorni prima degli attentati dell’11 settembre 2001. Durante il suo lungo mandato, durato dodici anni, contribuì a ridefinire le priorità dell’FBI, orientandole sempre più verso la prevenzione e il contrasto del terrorismo internazionale.
Nominato sotto la presidenza di George W. Bush, rimase alla guida dell’agenzia anche negli anni successivi, lavorando con amministrazioni di diverso orientamento politico.
L’inchiesta sul Russiagate
Dopo l’esperienza all’FBI, Mueller tornò al centro della scena pubblica come procuratore speciale incaricato di indagare sui presunti rapporti tra la Russia e la campagna elettorale di Donald Trump nel 2016.
L’indagine, nota come Russiagate, rappresentò uno dei momenti più controversi della politica statunitense recente, contribuendo a un clima di forte polarizzazione. Il lavoro di Mueller fu seguito con grande attenzione a livello internazionale e segnò una fase delicata nei rapporti tra istituzioni, politica e opinione pubblica.
Le reazioni e le parole di Trump
Alla notizia della scomparsa sono seguite reazioni anche dal mondo politico. Tra queste, hanno fatto discutere le parole dell’ex presidente Donald Trump, che sui social ha commentato la morte di Mueller con toni duri: “Robert Mueller è appena morto. Bene, sono felice sia morto. Non può più far del male a persone innocenti”.
Dichiarazioni che hanno immediatamente alimentato il dibattito, riportando al centro le tensioni già emerse durante gli anni dell’inchiesta.