Franceschini: “Errore di Meloni, ora un anno difficile per il governo”

L’ex ministro commenta il referendum: “Voto che va oltre il centrosinistra, l’esecutivo è minoranza nel Paese”.

“Scelta sbagliata e campagna scomposta”

In un’intervista a La Stampa, l’ex segretario del Partito Democratico Dario Franceschini esprime una valutazione critica sulla gestione del referendum da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Secondo Franceschini, la decisione di arrivare al voto in questa fase della legislatura si è rivelata un errore politico: “Far votare la gente nell’ultimo anno di legislatura su una richiesta che di fatto richiama pieni poteri significa mobilitare tutti quelli contrari”. A questo, aggiunge, si sarebbe affiancata una campagna giudicata “scomposta”.

“Quindici milioni di voti contro”

L’ex ministro sottolinea il peso dei numeri emersi dalle urne, parlando di un risultato che supera i confini tradizionali del centrosinistra. “Quindici milioni di voti contro certificano che il governo è minoranza nel Paese”, afferma.

Una lettura che, secondo Franceschini, rende evidente la difficoltà politica dell’esecutivo dopo il referendum.

Le prospettive per il governo

Nonostante il risultato, Franceschini osserva che non si è aperta una crisi immediata. A suo avviso, la scelta di non dimettersi è legata anche alla prospettiva di un eventuale voto anticipato, che potrebbe non essere favorevole al governo.

Allo stesso tempo, evidenzia la necessità di un cambio di passo: l’esecutivo, sostiene, non può limitarsi a una gestione passiva della fase successiva al referendum, ma deve mostrare segnali concreti di discontinuità.

Infine, Franceschini richiama anche il tema della gestione interna, osservando come non sia opportuno attribuire responsabilità ad altri dopo aver sostenuto una linea fino alla fine della campagna.

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