Salvini: “A Torino c’è stato un attacco preordinato, non da parte di cinque esaltati”

A Otto e mezzo confronto acceso sul decreto sicurezza: fermo preventivo fino a 12 ore, scudo penale e sgomberi. Salvini nega modifiche dopo il passaggio al Quirinale.

Il nodo Quirinale e le misure del decreto

“A Torino c’è stato un attacco preordinato, non da parte di cinque esaltati”. Il tema della sicurezza torna al centro del dibattito televisivo a Otto e mezzo su La7. Nel confronto con Lilli Gruber e Massimo Giannini, il vicepremier Matteo Salvini affronta le polemiche sul decreto sicurezza.

Secondo gli interlocutori, il Quirinale sarebbe intervenuto per riequilibrare alcune misure. Salvini replica che il testo non avrebbe subito modifiche tra la versione precedente e quella successiva al confronto istituzionale, sottolineando che l’articolato resta invariato rispetto a quanto approvato in Consiglio dei ministri.

Tra i punti citati, il fermo preventivo fino a 12 ore nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi in caso di condotte che possano preludere a disordini, con possibilità di perquisizione immediata in presenza di elementi che facciano ipotizzare il possesso di oggetti atti a offendere.

Scudo penale, sgomberi e nuove fattispecie

Il vicepremier rivendica anche l’introduzione dello scudo penale, chiarendo che la misura si inserirebbe in un quadro più ampio di tutela dei cittadini. Tra le disposizioni richiamate figurano il divieto di porto di coltelli, l’introduzione di un reato specifico per chi non si ferma all’alt imposto da polizia e carabinieri e l’estensione degli sgomberi agli immobili occupati, comprese seconde e terze case.

Nel decreto è prevista inoltre la possibilità di istituire presìdi di polizia in centri commerciali e strutture ospedaliere, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la presenza sul territorio.

Il confronto su Torino e le parole di Nordio

Nel corso della trasmissione viene evocato anche il parallelismo tracciato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio tra i violenti legati alla manifestazione per Askatasuna e fenomeni di terrorismo del passato. Salvini respinge l’accusa di ideologizzazione del provvedimento, sostenendo che la sicurezza non appartiene a una parte politica ma riguarda l’intera collettività.

Riferendosi ai disordini di Torino, il vicepremier parla di un’azione organizzata e pianificata, con l’utilizzo di oggetti atti a offendere e modalità riconducibili a strategie di guerriglia urbana.

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