Il procuratore interviene a DiMartedì e critica uno dei punti della riforma: il sistema del sorteggio per la scelta dei componenti del Consiglio superiore della magistratura.
Le critiche di Gratteri alla riforma
Il referendum sulla riforma della giustizia continua ad alimentare il confronto tra politica e magistratura. Nel corso della trasmissione DiMartedì su La7, il procuratore Nicola Gratteri ha espresso forti perplessità su uno dei punti più discussi della riforma: il sistema di sorteggio previsto per la selezione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura (Csm).
Durante il dibattito televisivo, Gratteri ha definito questo meccanismo una “mezza truffa”, contestando il modo in cui verrebbe applicato.
Il nodo del sorteggio
Secondo il magistrato, il sistema previsto dalla riforma non rappresenterebbe un vero sorteggio integrale. A suo giudizio, infatti, il meccanismo continuerebbe comunque a prevedere passaggi e selezioni che limiterebbero l’effettiva casualità della scelta.
Per questo motivo Gratteri ha sostenuto che il modello proposto rischierebbe di non risolvere i problemi legati al funzionamento del Csm, tema al centro del dibattito dopo le polemiche degli ultimi anni.
Il confronto sul referendum
Il referendum sulla giustizia, in programma il 22 e 23 marzo 2026, prevede diverse modifiche al sistema giudiziario italiano, tra cui la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e nuove regole per il funzionamento del Csm.
Le posizioni restano molto distanti tra sostenitori e oppositori della riforma. Interventi come quello di Nicola Gratteri mostrano quanto il confronto resti acceso anche all’interno del mondo della magistratura.
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