Dopo le polemiche sulle sue parole a Piazzapulita, Nicola Gratteri precisa il senso delle dichiarazioni sul referendum giustizia e respinge le accuse di generalizzazione.
Le dichiarazioni a Piazzapulita
Si riaccende il confronto attorno al referendum sulla giustizia dopo le affermazioni di Nicola Gratteri, intervenuto durante la trasmissione Piazzapulita. Le sue parole, pronunciate nel corso del dibattito televisivo, hanno suscitato reazioni e interpretazioni controverse.
Il magistrato è tornato sull’argomento per precisare il contenuto del suo intervento, sostenendo che le sue frasi siano state lette in modo distorto. Secondo Gratteri, il suo era un giudizio personale sull’orientamento di voto e non un’accusa generalizzata nei confronti di tutti i sostenitori del Sì.
Il riferimento ai centri di potere
Nel chiarimento, Gratteri ha spiegato di ritenere che a votare Sì saranno soprattutto quei soggetti che, a suo avviso, traggono beneficio dall’assetto attuale o non desiderano essere sottoposti a un controllo stringente da parte della magistratura. Un passaggio che, ha evidenziato, non equivale ad affermare che l’intero fronte favorevole al Sì coincida con tali realtà.
Il magistrato ha quindi escluso di aver attribuito etichette indistinte ai cittadini orientati in quella direzione, ribadendo che la sua era una valutazione legata a specifici ambiti di potere e non una generalizzazione sull’elettorato.
“Il senso della paura l’ho superato trentacinque anni fa”
Rispondendo alle critiche, Gratteri ha sostenuto che chi ha interpretato diversamente le sue parole lo avrebbe fatto con l’obiettivo di accentuare la contrapposizione nel dibattito pubblico. Ha rivendicato la legittimità della propria posizione, respingendo l’idea di arretrare rispetto a quanto espresso.
In chiusura, ha ribadito di non temere le polemiche: «Il senso della paura l’ho superato trentacinque anni fa», ha affermato, sottolineando la propria determinazione nel partecipare al confronto sul tema della riforma della giustizia.
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