A L’Aria che tira su La7, Laura Tecce parla di magistratura politicizzata e difende la riforma Nordio. Botta e risposta con Armando Spataro.
Il confronto sul referendum del 22 e 23 marzo
Clima acceso nello studio di L’Aria che tira, il programma di La7 condotto da David Parenzo, durante il dibattito sul referendum sulla giustizia in calendario il 22 e 23 marzo. Protagonisti del confronto la giornalista Laura Tecce e l’ex magistrato Armando Spataro.
Tecce ha sostenuto che una parte della magistratura sarebbe politicizzata, citando il ruolo assunto dall’Anm nel dibattito referendario. Secondo la giornalista, l’associazione avrebbe scelto di intervenire in modo diretto nel confronto tra il Sì e il No, trasformandosi di fatto in un soggetto politico. Ha inoltre ricordato come, a suo avviso, i toni siano stati aspri su entrambi i fronti, sottolineando che anche la presidente del Consiglio ha invitato ad abbassarli.
Il nodo tra premierato e riforma Nordio
Quando Spataro ha replicato, Tecce lo ha interrotto contestando quella che ha definito una sovrapposizione impropria tra riforma del premierato e riforma della giustizia. «Sono assolutamente convinta», ha affermato, ribadendo la distinzione tra i due percorsi legislativi.
Secondo la giornalista, la riforma promossa dal ministro Carlo Nordio non riguarderebbe direttamente l’efficienza dei processi o la responsabilità civile dei magistrati, ma i meccanismi interni di funzionamento della magistratura, in particolare quelli legati al Csm.
Sorteggio e correnti nella magistratura
Tecce ha poi affrontato uno dei punti più discussi, quello del sorteggio per la composizione del Csm. A suo giudizio, vi sarebbe confusione attorno al tema: i magistrati, ha spiegato, non verrebbero selezionati casualmente tra categorie estranee alla toga, ma all’interno di un elenco di magistrati ritenuti idonei.
L’obiettivo politico della riforma, ha sostenuto, sarebbe quello di limitare il peso delle correnti e ridurre una possibile deriva ideologica all’interno dell’organo di autogoverno della magistratura.
Il confronto in studio ha evidenziato le diverse letture della riforma, in un contesto di forte polarizzazione in vista della consultazione referendaria.
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